Mostra di Amburgo (Germania) new
Giovani talenti italiani new
Il Castello della Passione new
Biennale dei giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo
Profilo dal catalogo XIX Mostra di Arte Presepiale
Capolavori Mignon - Articolo su "l'Espresso Napoletano" - numero dicembre 2004
Profilo dal catalogo XVIII Mostra di Arte Presepiale
Profilo dal catalogo IV Mostra "Presepi Napoletani d'Autore"
Festival di Primavera di Budapest
Profilo dal catalogo VII Mostra di Arte Presepiale di Giffoni
Profilo dal catalogo XVII Mostra di Arte Presepiale
Profilo dal catalogo III Mostra "Presepi Napoletani d'Autore"
Viaggio nel presepe, medicina per l'odio
Profilo dal catalogo XVI Mostra di Arte Presepiale
Profilo dal catalogo II Mostra "Presepi Napoletani d'Autore"
Location: Museum für Völkerkunde Rothenbaumchaussee n.64 20148 Hamburg
Sempre nello stesso periodo Marco Abbamondi esporrà:
abbamondi.it |
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Alcuni tra i migliori lavori italiani, selezionati dalla giuria nell’ambito dell’edizione napoletana della Biennale. Nell’ambito delle istallazioni, in una delle prime sale espositive si distingue La guglia (2005) del napoletano Marco Abbamondi, opera fantasiosa, dal creativo gioco di luci interne e dalle dinamiche compositive quasi presepiali. Sempre nello stesso ambito, "Imprinting" di Emanuela Bartolotti (Lecce) è un intenso viaggio nella mente infantile attraverso immagini: “Per una bambina le piante e gli animali parlano, le bambole sono vive; lei è dentro una realtà magica dove tutto è possibile”.
Annarita Camrdella |
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Sant’Elmo: 700 artisti alla Biennale dei Giovani
Stella Cervasio |
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Inaugurazione della XII Biennale dei giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo presso le sale del Castel Sant’Elmo (Via Tito Angelini 20 – 80129, Napoli) di Napoli. La manifestazione si è conclusa il 28 settembre 2005.
abbamondi.it | ||||||
– Tentazioni (la spinta passionale) per le “Arti applicate”; – Ideali (la sublimazione passionale) per “Cinema e video”; – Conflitto (lo scontro di passioni) per gli “Spettacoli”; – Comunicazione (lo scambio di passioni) per la “Scrittura”; – Attrazione (il legame passionale) per le “Arti visive”; – Paura (l’altra faccia della passione) per la “Musica”; – Scoperta di passioni per la “Gastronomia”
l'artista Marco Abbamondi espone nell’ambito delle Arti Visive l'opera intitolata “La Guglia”.
La Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo è un’iniziativa permanente e pluridisciplinare che s’indirizza ai giovani creatori dei Paesi europei e del bacino del mediterraneo ed è organizzata da entità sia pubbliche che private.
La BJCEM invita tutte le culture dalla regione mediterranea all’apertura ed allo scambio internazionale; L’obiettivo specifico della BJCEM è la promozione dei giovani creatori e il rafforzamento del ruolo di crocevia del Mediterraneo e di grande capitale culturale europea che Napoli ha così fortemente perseguito nella sua storia passata e recente.
Precedenti edizioni:
Paesi partecipanti : Algérie; Bosnie-Herzégovine; Croatie; Chypre; Egypte; Finlande; France; Fyrom; Grèce; Israel; Italie; Giordanie; Kosovo; Libie; Malte; Maroc; Palestine; Portugal; Nation Rom; San Marino; Serbia/Montenegro; Slovénie; Syrie; Espagne; Tunisie; Turquie. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.bjcem.org o contattare personalmente l’artista Marco Abbamondi.
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In occasione della XI edizione del Maggio dei Monumenti di Napoli, che ha per tema “Napoli Mediterranea: culture a confronto”, l'artista Marco Abbamondi espone in anteprima l'opera intitolata “La Guglia”, e “la casa Belvedere (antica casa procidana)”.
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L'Opera è ispirata ad una cappella del tardo 500' sita in Napoli nei pressi del complesso di "Santa Maria la Nova".
dal catalogo XIX Mostra di Arte Presepiale dicembre 2004 |
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Molti gli inviti pervenuti di recente a Marco Abbamondi per prossime Mostre e Rassegne, si segnalano qui di seguito le più vicine. Il Comune di Città di Castello (PG), attraverso gli Assessorati alle Politiche Culturali e alla Pubblica Istruzione, è attualmente impegnato nella promozione della V Mostra di arte presepiale, che si terrà nella Chiesa di San Francesco dal 4 Dicembre 2004 al 6 Gennaio 2005. Questo dopo il successo e l'entusiasmo con cui è stata seguita l'anno scorso la IV Mostra di arte presepiale che ha fatto registrare quasi dodicimila presenze.
A queste mostre si affianca inoltre la Mostra di Campobasso, con inagurazione il 12 dicembre 2004. Circa le opere da lui proposte, sicuramente a Città di Castello verrà esposta Il Casale di Giugliano, visto l'ottimo impatto e riscontro avuto l'anno scorso alla XVIII Mostra di Arte Presepiale di Napoli. Nella Mostra di Macerata, invece verrà presentata la Cappella Votiva, mentre in quella di Campobasso, la Fontana settecentesca. Alla Mostra di arte presepiale di Napoli, giunta quest'anno alla sua XIX edizione, è stata presentata, davanti ad un nutrito pubblico composto anche da importanti autorità quali l'On. Rosa Jervolino Russo, sindaco di Napoli [foto a lato], l'On.Raffele Tecce, assessore agli affari sociali, commercio ed artigianato, una ricostruzione scenografica di un antico Sacrario del ‘500 sito nei pressi della chiesa di Santa Maria la Nova (Napoli). L'opera a differenza delle altre esposte precedentemente, è in una scala minore, quindi più grande, in modo da coinvolgere maggiormente il visitatore. Nelle prossime settimane saranno disponibili su questo sito maggiori informazioni.
abbamondi.it |
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Copertina: Le scenografie di Marco Abbamondi Titolo: Capolavori Mignon Sommario: Storia e manualità nelle perfette ricostruzioni architettoniche di un’anima napoletana
Come in una favola, la Napoli che fu si materializza dinanzi ai propri occhi: strade, vicoli, palazzi, antichi mestieri. Una Partenope fedelmente ricostruita, con l’immensa passione di una profonda anima mediterranea, quella di Marco Abbamondi, classe 1974, una laurea in economia, il cuore incastonato nelle “minuterie”, fatte di sughero e amore, secondo l’antica tradizione presepiale napoletana. Ma per lui, limitare tutto alle rappresentazioni della Natività appare riduttivo. Fin da ragazzo è stato attratto dalle arti visive e plastiche, sviluppando negli anni una spiccata manualità. Si è misurato con vari materiali e tecniche per poi approdare alle rappresentazioni del presepe. Dapprima ha realizzato piccole opere in legno, poi – recentemente – scenografie ed opere di grandi dimensioni, destinate ad “un forte impatto visivo e scenico”, come ha sottolineato la critica. Marco si è ispirato alla storia di Napoli, ai suoi colori, alle sue tradizioni artistiche, rielaborando creazioni ai limiti dell’umana perfezione. La sua vena artistica si è avvalsa sia delle esperienze maturate presso grandi maestri, che lo hanno guidato nella prima fase della sua formazione, sia dello studio storico e filologico della grande tradizione d’arte presepiale, di cui Napoli è capitale mondiale. Alla costruzione di piccole Natività in corteccia di sughero – riscuotono, ancora oggi, notevole successo tra gli appassionati di tutta Italia – è seguita un’attenzione allo studio e alla realizzazione delle “minuterie”, così definite nel settore, ossia gli accessori che accompagnano le scenografie ed i pastori (cestini, fascine, sedie, carri, utensili). In tempi recenti, l’attenzione di Marco Abbamondi si è rivolta ad uno campo più affascinante ed impegnativo: la scenografia. Si tratta, in breve, di fedelissime riproduzioni di antiche rappresentazioni architettoniche (casali, cappelle votive, palazzi nobiliari). Il tutto incastonato nella vita di un tempo, con tanto di figure e mestieri scomparsi. Infatti, le sue opere sono arricchite dai pastori dell’artista napoletana Giada Morsillo. “E’ un’area di applicazione – sottolinea Marco – che investe una molteplicità di riflessioni sulla composizione visiva: dall’ambiente alla storia, dall’architettura alla luministica”. I materiali usati per le sue opere – da principio prevalentemente il legno e il sughero, vedono oggi l’inserimento del ferro (costruzioni di miniature di cancelli, balconi ed altre strutture), della terracotta, degli stucchi, dei colori a tempera e ad olio. Incoraggiato dal buon impatto di critica e pubblico, che hanno accolto con entusiasmo le sue creazioni, Marco Abbamondi prosegue il cammino artistico, sperimentando nuovi percorsi stilistici. Il suo principale intento è quello di riproporre le antiche architetture napoletane e farle conoscere attraverso le numerose mostre (Roma, Macerata, Città di Castello, Bari, Modena, Budapest) a cui partecipa. Ma il prossimo traguardo di Marco è l’allestimento di una mostra personale - dove raccogliere le sue principali scenografie napoletane – arricchita con suoni e immagini della Napoli passata e presente. Le sue opere, oltre ad essere presenti in numerose esposizioni d’arte, fanno parte di diverse collezioni private e pubbliche (Comune di Pozzuoli). Alcune sue creazioni si trovano anche in altri paesi (Francia, Stati Uniti).
Simone Bianco |
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In occasione della X edizione del Maggio dei Monumenti di Napoli, che ha per tema
abbamondi.it |
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Giovane artista napoletano, riproduce scene ed angoli della sua città natale. Dotato di una spiccata attitudine all'osservazione e di una notevole manualità, anche quest'anno propone una scenografia di grande impatto visivo e scenico, e come quasi tutte le sue creazioni, anche questa è di ispirazione settecentesca. L'opera è una riproduzione di un antico palazzo di Via dei Tribunali in Napoli, con i suoi porticati, le sue botteghe, e quel senso così particolare di vissuto e di antico; in primo piano viene messo in evidenza l'antico mestiere dell'impagliatore, con sedie, sgabelli, cesti e fascine, tutte interamente da lui realizzate. I materiali utilizzati per la realizzazione dell'opera sono stati, prevalentemente, il legno ed il sughero, con stucchi e colori, sia a tempera che ad olio; a questi si affianca l'uso del ferro, impiegato per la costruzione delle ringhiere e del cancello e la terracotta per la pavimentazioni. Le opera di Marco Abbamondi danno nuova storia e civiltà contribuendo inoltre notevolmente a mantenere viva l'attività artigianale e l'arte del presepe. La collezione delle sue opere e visibile su internet, all'indirizzo www.abbamondi.it dal catalogo IV Mostra "Presepi Napoletani d'Autore" |
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Giovane artista napoletano, appassionato della storia della sua città, riproduce angoli e scene della sua bella Napoli. Dotato di estrema sensibilità e di notevoli doti manuali, ritorna a Città di Castello portando un'opera a lui molto cara che ha riscosso un notevole successo alla XVI Mostra di Napoli: una riproduzione di una cappella votiva dedicata dai fedeli nel XVIII secolo alla Madonna del Rosario. Essa è tutt'ora esistente in Via Monteoliveto in Napoli. L'opera è interamente realizzata in legno e in sughero con stucchi e colori sia a tempera che ad olio; a questi si affianca l'uso dela ferro, impiegato nella realizzazione del cancello e della terracotta per le pavimentazioni. Marco Abbamondi è riuscito inoltre a dare all'opera un senso di vissuto e di antico, in particolare al suo interno, dove è presente una natività in miniatura. La collezione delle sue opere è sempre visibile al sito internet www.abbamondi.it, dove ci sono anche interessanti notizie e particolarità sul mondo del presepe napoletano.
dal catalogo XVIII Mostra di Arte Presepiale dicembre 2002 |
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Per approfondimenti è disponibile il sito del Comune di Napoli, dove sono raccolte anche tutte le informazioni e gli orari sulle altre mostre e manifestazioni organizzate per l'occasione.
abbamondi.it |
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Per approfondimenti è disponibile il sito ufficiale della manifestazione: http://www.festivalcity.hu
abbamondi.it |
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Vive e lavora a Napoli, eccezionale artista nell'eseguire i minuziosi particolari. Il pezzo che prensenta, rappresenta un angolo di scalinata a Mergellina, quartiere di Napoli. E' interamente realizzato in sughero, legno e ferro. E' presente con una recensione dell'opera esposta all'indirzzo internet: www.prolocogiffonivallepiana.org
dal catalogo VII Mostra Internazionale di Arte Presepiale di Giffoni Vallepiana
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Giovane artista napoletano, riproduce scene ed angoli della sua città natale. L'opera è una riproduzione di un antico palazzo di Via dei Tribunali in Napoli, con i suoi porticati, le sue botteghe, e quel senso così particolare di vissuto e di antico; in primo piano viene messo in evidenza l'antico mestiere dell'impagliatore, con sedie, sgabelli, cesti e fescine, tutte interamente da lui realizzate. I materiali utilizzati per la realizzazione dell'opera sono stati, prevalentemente, il legno e il sughero con stucchi e colori, sia a tempera che ad olio; a questi si affianca l'uso del ferro, impiegato per la costruzione delle ringhiere e del cancello e la terracotta per le pavimentazioni. Le opere di Marco Abbamondi danno nuova vita ad angoli di Napoli e ne testimoniano storia e civiltà contribuendo inoltre notevolmente a mantenere viva l'attività artigianale e l’arte del presepe. La collezione delle sue opere è visibile su internet, all'indirizzo www.abbamondi.it, insieme ad interessanti notizie sul mondo del presepe napoletano. Quest'anno espone anche a Città di Castello (PG), Giffoni (SA) e Vibo Valentia.
Endowed with remarkable manual ability and a deep talent for observation Abbamondi proposes a scenography of great impact. The young Neapolitan artist, in fact, reproduces in his work, lively scenes of his home town. The work represents an ancient palace in “Via dei Tribunali” with colonnades, workshops, and the atmosphere of an ancient real life. He puts in evidence the old chair mender with his chairs, stools, baskets and faggots, by using a variety of materials which make this reproduction striking in its originality.
dal catalogo XVII Mostra di Arte Presepiale dicembre 2002 |
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Giovane artista napoletano, appassionato della storia della sua città, riproduce angoli e scene della sua bella Napoli. Dotato di estrema sensibilità e di notevoli doti manuali, ritorna a Città di Castello portando un'opera a lui molto cara che ha riscosso un notevole successo alla XVI Mostra di Napoli: una riproduzione di una cappella votiva dedicata dai fedeli nel XVIII secolo alla Madonna del Rosario. Essa è tutt'ora esistente in Via Monteoliveto in Napoli. L'opera è interamente realizzata in legno e in sughero con stucchi e colori sia a tempera che ad olio; a questi si affianca l'uso del ferro, impiegato nella realizzazione del cancello e della terracotta per le pavimentazioni. Marco Abbamondi è riuscito inoltre a dare all'opera un senso di vissuto e di antico, in particolare al suo interno, dove è presente una natività in miniatura. La collezione delle sue opere è sempre visibile al sito internet www.abbamondi.it, dove ci sono anche interessanti notizie e particolarità sul mondo del presepe napoletano.
dal catalogo III Mostra "Presepi Napoletani d'Autore" |
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Il presepe non ha una precisa data di nascita, ma si è andato formando attraverso un insieme di usi, costumi, tradizioni e pitture. Il primo presepe, secondo la tradizione, sarebbe stato composto da S.Francesco, a Greccio. Si hanno anche notizie di alcune rappresentazioni sacre verso il XIII secolo, come quello di Arnolfo di Cambio in S.Maria Maggiore a Roma (1280), ma la popolarità del presepio ebbe inizio soltanto nel 400 soprattutto nell'Italia centro meridionale, specie in sicilia e a Napoli (dove nel Museo della Certosa di S.Martino, si trova infatti la più grande collezione di presepi del mondo). Proprio in questo periodo nasce la figura del creatore di statuette, di animali, accessori, nasce il famoso "scoglio", cioè l'insieme montuoso che costituisce il presepe. È questo il periodo dove la città di Napoli diventa capitale dell'arte, della filosofia, della cultura dove l'arte del presepe trova i suoi maggiori seguaci, un presepe dove oltre ai personaggi tradizionali compaiono scene e spunti laici che nulla hanno in comune col sacro evento, la taverna, il mercato, la fontana, tutti elementi che danno senso del movimento, spettacolarità, rappresentando la realtà più con canoni estetici che liturgici, classico del periodo barocco. Il presepe diventa così specchio della vita quotidiana, con le miserie del popolo e lo splendore della nobiltà, presentando mescolanze di sacro e profano, e intrusioni di elementi esotici. Amaro è il giudizio di uno dei tanti illustri viaggiatori stranieri presenti a Napoli nel 1793, Leandro Fernandez Moratin, autore drammatico della Spagna del Settecento: "tranne poche eccezioni, bisogna confessare che la città di Napoli è forse la più abbondante in commestibili che vi sia in Europa, tutto è esposto agli occhi del pubblico; è il popolo è contento quando, anche senza mangiare, sa che ha da mangiare". Si avverte inoltre una grossa impronta orientale, raffigurata dalla presenza di elefanti, pappagalli, dromedari, scimmie, pastori, il tutto mischiato con contadini, zingari, mendicanti, con chiari lineamenti meridionali. Il configurarsi di un'idea dell'Oriente trova riferimento ad un ambiente cosmopolita e ad avvenimenti storici presenti nella città di Napoli in quel periodo. La varietà degli elementi, l'accentuata gestualità, i costumi, imprimono un carattere festoso all'apparato presepiale. L'attenzione alla vestitura, fondamentale ai fini dell'unità espressiva, spinge ad una cura sapiente nella scelta delle stoffe, dei colori, dei dettagli, degli accessori (cestini, strumenti musicali, cappelli, coltelli, ecc.). Accessori tanto precisi quanto particolari nel loro genere, da impegnare culturalmente maestri di professioni come scultori, pittori, architetti, orafi, fabbri, ramai, liutai, sarti, argentieri, ceramisti, ecc. La peculiarità dello stile del presepe napoletano del Settecento vengono espresse in epoca ferdinandea, spingendosi fin verso il primo ventennio dell'Ottocento, in epoca murattiniana. Esaurito il periodo rococò e sotto l'incalzare delle istanze accademiche ottocentesche, l'arte presepiale (pastori, animali, accessori, allestimenti), si sottopone ad un nuovo mutamento, con pastori di terracotta ed una scenografia specchio di una vita più reale, dove gli allestimenti risentono più intensamente di quel gusto per l'episodio di costume, fino a mitizzarsi in luogo comune.
Marco Abbamondi |
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Il criminologo Gennaro Rovito la chiama "Medicina dell'odio". È il presepe: quello che don Michele Cuciniello definiva "tradurre il Vangelo in dialetto". Anzi, fare il presepe. Insieme. Come è avvenuto nella casa di reclusione di Secondigliano e in quella circondariale di Poggioreale, dove un gruppo di detenuti (anche extracomunitari islamici) ha portato a termine un'intensa scenografia presepiale ("scoglio") abitata da impareggiabili pastori in terracotta del maestro Armando Del Giudice. Da ieri, la significativa opera è esposta a Napoli, nelle sale del Consiglio Provinciale in Santa Maria La Nova dove si è inaugurata la sedicesima mostra di Arte Presepiale, promossa come ogni anno dalla sezione napoletana dell'Associazione nazionale Amici del Presepio, guidata dagli infaticabili coniugi Aschettino. Ad accogliere i visitatori, due monumentali opere collettive: una ideata e diretta da Salvatore Giordano in chiave settecentesca; l'altra, a cura di Angelo Rossi, di sapore ottocentesco come le raffinate "vestiture" del Regno di Napoli esposte nella prima sala da Gloria Monarca, accanto alla perfetta riproduzione del salone del coro ligneo che ospita la mostra, opera di Gaetano Ercolano. Ma il viaggio nella Sacra Natività è prodigio di sorprese e di emozioni: come nella scenografia fantastico-mitologica di Giovanni Chianese, o nella suggestiva scelta di "nicchia" di Marco Abbamondi, o nello scoglio rotondo con echi mediterranei di Ciro Ragozzino, punteggiato dalle perfette moschelle di Anna Bisogno. E se la tradizione occhieggia nella minuziosa scenografia di Silvano Del Grande e nell'interno settecentesco realizzato da Lorenzo Caso, con tanto di telaio funzionante, le miniature di Francesco Scerbo, le minuterie di Lucio Ferraro e i coralli di Vincenzo Garofalo non finiscono mai di stupire. Questa anno, affiancati da alcuni (ottimi) nuovi acquisti: come Giovanni Miniero, con le sue belle cere sorrentine, e le preziose miniature in terracotta di Marcello Aversa.
da Il Mattino |
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Spiccata attitudine all'osservazione, amore incondizionato per la sua città, gusto innato per l'antico che anche se trascurato o ridotto a pochi ruderi, parla, da ogni angolo, della storia e della civiltà di Napoli, questi sono gli elementi che animano e guidano Marco Abbamondi nella scelta degli angoli della sua città per l'ideazione e la costruzione delle sue scenografie. Per questa Mostra, che pure è la prima con la nostra Associazione, si è ispirato ad una cappella votiva dedicata dai fedeli, nel secolo XVIII, alla Madonna del Rosario. Essa tuttora esistente, si trova in via Monteoliveto, distante qualche passo dalla quattrocentesca Chiesa di S.Anna dei Lombardi che, insieme con gli altri insigni monumenti che arricchiscono la strada, quasi la nasconde al napoletano distratto. Marco Abbamondi invece ne è stato attratto e ha saputo riportarla nella sua scenografia con assoluta fedeltà e perfette proporzioni per gli esterni come per gli interni. In essa egli ha ambientato una Natività in miniatura.
For his crib, Abbamondi chooses some old and particular corners of his city, such as the chapel devoted to Our Lady of the Rosary in via Monteoliveto. It is a chapel almost hidden by other important monuments of this street, but the author is successful in reproducing it in its original proportions and beaty.
dal catalogo XVI Mostra di Arte Presepiale curato dalla Prof. Dott. Anna Buoniconti Aschettino traduzioni Prof. Dott. Paola Elia Ragozzino dicembre 2001 |
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Marco Abbamondi, giovane artista napoletano, riproduce angoli e scenografie della sua città natale, ed è proprio la passione e l'amore per la sua bella Napoli che lo ispira a creare opere suggestive e piene di fascino. In questi ultimi anni ha sentito sempre più forte il concretizzarsi della sua creatività e della sua spiccata manualità tanto da portarlo quest'anno ad esporre la riproduzione di una cappella votiva nella mostra di Napoli e un angolo di una scalinata di mergellina nella mostra di Città di Castello. Quest'ultimo pezzo interamente realizzato con sughero, ferro e legno, curato nei minimi particolari riesce a far spiccare quella veridicità e quella popolarità tipica della tradizione napoletana.
dal catalogo II Mostra "Presepi Napoletani d'Autore" |
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